GLI ARCANGELI

Quando si parla degli angeli dobbiamo riferirci non ad un solo gruppo di esseri spirituali, ma come emerge nel testo sacro, a nove cori angelici tra i quali emergono tre figure di spicco che sono appunto Michele, Gabriele e Raffaele chiamati nella Bibbia con l'appellativo di arcangeli. 

A dir la verità la tradizione, specialmente quella giudaica, riconosce altri arcangeli, però la chiesa Cattolica ne ammette l'esistenza di soli tre Arcangeli, ovvero i tre citati nelle Scritture: 

Michele ("chi è come Dio?"), 

Gabriele ("forza di Dio") 

 Raffaele ("medicina di Dio").

Chi sono gli arcangeli?

L'esistenza degli angeli è una verità di fede. La loro presenza nella Bibbia ne è la testimonianza più inoppugnabile. Si tratta di esseri incorporei, spirituali, perfetti, creati da Dio all'inizio dei tempi con lo scopo di farne i suoi servitori e messaggeri. Essi contemplano da sempre e per sempre il volto di Dio, pronti ad accorrere a ogni suo comando, attenti ascoltatori ed esecutori della Sua parola.

Fin dall'antichità si considera il fatto che le schiere angeliche sono organizzate in una sorta di Corte celeste, in cui gli angeli rivestono gradi e dignità differenti. I tre arcangeli occupano le sfere più alte di questa gerarchia angelica. Loro è il compito di contemplare Dio, giorno e notte, di glorificarlo incessantemente preservandone e proteggendone il mistero. I loro stessi nomi suggeriscono il loro ruolo e la loro stessa natura: tutti finiscono con "El", che significa "Dio".

La Sacra Scrittura attribuisce poi a ciascun Arcangelo una missione particolare.

Michele

è il guerriero che combatte contro Satana e i suoi emissari (Gd 9; Ap 12, 7; cfr Zc 13, 1-2), il difensore di coloro che amano Dio (Dn 10, 13.21), il protettore del popolo di Dio (Dn 12, 1).

San Michele compare nelle Sacre Scritture, in particolare nel Libro di Daniele, nella Lettera dell'Apostolo San Giuda Taddeo e nell'Apocalisse. Il suo nome deriva dall'ebraico Mi-ka-El che significa "chi è come Dio?" L'iconografia popolare lo rappresenta come un guerriero in armatura che brandisce la spada, o intento a trafiggere con una lancia un drago, che simboleggia il Demonio. Infatti è questo il ruolo rivestito da Michele, quello del combattente in lotta contro gli angeli ribelli capeggiati da Lucifero. Fu lui a guidare le schiere celesti nella guerra che portò alla cacciata dal Paradiso degli angeli ribelli, e da allora egli continua a ergersi come difensore di Dio contro il Maligno e i suoi inganni. Teatro di questa nuova battaglia non è più il cielo, interdetto a Satana, ma le anime di noi uomini, costantemente prese di mira dalle lusinghe del Male, istigate in ogni momento alla ribellione contro Dio.

Il suo culto, nell'ambito della chiesa cattolica, nasce in Oriente, ma si diffonde rapidamente in tutta Europa, soprattutto in seguito alla sua apparizione sul Gargano, in Puglia, quando l'Arcangelo apparve a San Lorenzo Maiorano in una grotta che divenne per secoli mèta di pellegrinaggio per papi, sovrani, futuri santi.

Gabriele 

E' uno degli spiriti più vicini a Dio, davanti al suo Trono celeste (Lc 1, 19), colui che ha rivelato a Daniele i segreti del piano di Dio (Dn 8, 16; 9, 21-22), annunciato a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista (Lc 1, 11-20) 

e a Maria quella di Gesù (Lc 1, 26-38).

Anche l'Arcangelo Gabriele, come Michele e Raffaele, viene festeggiato il 29 settembre, il suo nome deriva dall'ebraico e significa "Potenza di Dio" o "Dio è forte".

Nella tradizione biblica era considerato uno degli angeli più vicini al trono di Dio, al punto da essere definito "la mano sinistra di Dio". Nella tradizione cristiana, Gabriele è ricordato soprattutto il suo ruolo di messaggero.

Rivelò a Zaccaria la futura nascita di Giovanni Battista, apparve in sogno a Giuseppe per farlo desistere dal ripudiare Maria, in quanto la sua gravidanza era opera dello Spirito Santo, e, naturalmente, fu portatore dell'annuncio a Maria stessa del suo miracoloso concepimento e della nascita di Gesù.

Alcune interpretazioni hanno voluto vedere in lui l'angelo che soffierà il corno annunciando il Giorno del Giudizio, secondo l'Apocalisse di Giovanni.

Gabriele è considerato il protettore di chi lavora nelle comunicazioni, dei postini, degli ambasciatori, dei giornalai e dei corrieri.

L'iconografia cristiana lo raffigura come un giovane efebo alato, che spesso porta tra le mani un giglio, simbolo dell'Annunciazione a Maria.

Raffaele 

Sta davanti al trono di Dio (Tb 12, 15; cfr Ap 8, 2), accompagna e protegge Tobia nel suo viaggio periglioso e guarisce suo padre dalla cecità e la sua futura sposa dall'influsso del maligno.

Raffale è l'arcangelo la cui missione è quella di portare la guarigione. Infatti il suo nome deriva dall'ebraico e significa "Medicina di Dio".

Nella Bibbia è tra gli angeli più vicini al trono di Dio, che lo sceglie come guida di Tobia nel suo viaggio per riscuotere il credito lasciato da suo padre. Nel corso del viaggio Raffaele, in forma umana, trova una sposa adeguata per Tobia e fa riacquistare la vista al padre del ragazzo.

 Raffaele è considerato il patrono dell'amore coniugale, dei giovani, fidanzati, sposi, farmacisti, educatori, viandanti, profughi.

Raffigurato spesso con un vaso di contenente medicamenti e del pesce, è patrono dei farmacisti, dei viandanti, dei profughi.

Il suo ruolo di guaritore, di "medicina di Dio" va sempre interpretato come la volontà di guarire l'anima, di alleviarla dalle sue sofferenze per renderla ben disposta ad accogliere Dio. Restituendo la vista al padre di Tobia Raffaele apre i suoi occhi alla Verità dell'Onnipotente, così come, scacciando i demoni che perseguitano la fanciulla a lui promessa, rende possibile il loro matrimonio e il loro amore.

 Per questo è considerato anche protettore dei fidanzati e dell'amore coniugale. Due guarigioni simboliche e significative, dunque. Il potere dell'Arcangelo Raffaele guarisce la cecità, come la fede e l'amore che ogni giorno i sacerdoti ci mostrano e ci comunicano apre i nostri occhi a Dio. Ugualmente, l'intervento divino, attraverso il suo emissario, dissipa le nubi tra uomo e donna, li rende puri e adeguati per unirsi, nel nome dell'amore benedetto da Dio e dalla Chiesa.

Attraverso San Raffaele il potere risanatore e purificatore dell'amore di Dio discende su di noi, rendendoci più degni, più vicini a Dio.

A CURA DI

"Fai quello che puoi e chiedi quello che non puoi. Ed Egli farà in modo che tu possa"

Don Carmelo Rizzo

Direttore Spirituale de 

L'Eco di Maria

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